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La
storia del nostro istituto
Già
nell'antico Egitto l'occhio umano era considerato un simbolo della
vita. Secondo la credenza dei faraoni,
l'anima del defunto ritornava nel suo corpo. Per questo motivo i
sacerdoti egiziani, dopo avere asportato gli
occhi ai defunti, cercavano di riprodurre questi in cera, gesso
e pietre preziose.
Ambroise
Pare, 1510 - 1590 [1], fu il primo a descrivere più da vicino
gli occhi artificiali. Ai suoi tempi era
consueto avere delle protesi in oro, argento, porcellana e smaltati.
Hazard-Mirault
1820 [2] racconta, come le protesi di vetro presero il sopravvento.
Questo vetro, colorato
di bianco tramite ossido di piombo, era estremamente morbido, e
rendeva la protesi ruvida in breve tempo,
con la conseguente irritazione della congiuntiva. Nonostante ciò
questi occhi di vetro erano richiesti in tutta
Europa e vennero pagati con l'enorme somma di 20 Louis d'or.
| Ludwig
Müller-Uri fece una scoperta decisiva: egli lavorò
il vetro di criolite in occhi artificiali [3]. Queste nuove
protesi erano ora resistenti alla corrosione e leggere [4].
Inoltre gli furono conferite molte onorificenze, fra cui la
"Centennial Commission Award" dell'esposizione mondiale
del 1879 di Filadelfia. La sua impresa, fondata nel 1835 a
Lipsia, aprì prima del 1900 una succursale a Berlino.
In
questo periodo si svilupparono altri istituti di occhi artificiali,
fondati per lo più da parenti vicini, o da collaboratori
un tempo da lui impiegati. Siccome una volta non si era così
mobili come oggi, era una consuetudine "viaggiare".
I tecnici oculari delle protesi lavoravano in molti grandi
agglomerati all'estero, oppure nel proprio paese, dando la
possibilità ai loro clienti di ottenere un occhio artificiale,
senza troppi dispendi.
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Nel 1900 Werner, Otto e Ludwig Müller-Uri, i nipoti dell'inventore,
cominciarono a lavorare regolarmente
in Svizzera.
Durante la seconda guerra mondiale questo divenne impossibile e
fu così che Ludwig Müller-Uri
si stabilì nel 1947 dapprima a Berna e dopo un breve tempo
definitivamente a Lucerna. Suo nipote, il
Dr.med. O. F. Martin divenne nel 1956 il suo successore. Sotto il
nome "Schweizerisches
Kunstaugen-Institut", il Dr.sc.nat. Otto E. e Karl
L. Martin conducono l'azienda del padre, nella
quinta generazione.
[1]
Paré A. (1575), Les Oevres 23, Buon, Paris
[2] Hazard-Mirault (1818). Traité pratique de l'oeil artificiel,
Duponcet, Paris
[3] Trester W., J Am Soc Ocularists, 25th Anniversary Issue (1982)
[4] Martin O., Clodius L., The history of the artificial eye. Annual
of Plastic Surgery (1979) 3:168

Copyright
© 1999 Svizzera. Istituto di occhi artificiali CH-Lucerna.
Riproduzione solamente con il permesso
dell'autore.
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